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Borsa notizie del 15/10/2015

Borsa - Borsa Notizie

Dati macro spingono al ribasso il listino milanese

Le indicazioni negative arrivate dai dati macro spingono al ribasso il listino milanese. Dopo il rallentamento maggiore del previsto messo a segno dall’inflazione cinese (da +2 a +1,6% a/a ad agosto) e il 43esimo calo consecutivo dei prezzi alla produzione, cattive notizie sono arrivate dalla produzione industriale di Eurolandia, scesa ad agosto di mezzo punto percentuale congiunturale. Sotto le stime anche gli indici statunitensi relativi prezzi alla produzione (-0,5% m/m) e vendite al dettaglio (+0,1%) mentre le scorte delle imprese non hanno fatto registrare variazioni ad agosto. In serata l’appuntamento è con il Beige Book, il report elaborato dalla Federal Reserve sullo stato di salute della prima economia. In questo conteso il Ftse Mib ha terminato in rosso dello 0,95% a spingendosi a 21.838,2 punti. Sulla piazza milanese spiccano le vendite sui titoli del settore industriale: FCA ha terminato con un calo di 1,01 punti percentuali fermandosi a 13,79 euro, Finmeccanica è scesa dell’1,78% a 11,62 euro e Buzzi Unicem ha lasciato sul campo il 2,5% a 14,41 euro. Lieve segno più per Pirelli (+0,13% a 14,97 euro) il day-after la chiusura dell’Opa che ha permesso a Marco Polo, holding controllata da Chemchina, di salire a circa l’87% del capitale della Bicocca. Lo storico marchio si avvia a lasciare la borsa di Milano. +2,04% per Salini Impregilo (3,61 euro) su cui Equita Sim ha confermato la raccomandazione di acquisto.

Borse europee con il segno meno

Le nuove tensioni in arrivo da Pechino penalizzano l’azionario di Eurolandia. Dopo il calo record messo a segno dalle importazioni del dragone, prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa è stato annunciato il rallentamento maggiore del previsto registrato dall’inflazione cinese (da +2 a +1,6% a/a ad agosto) e il 43esimo calo consecutivo dei prezzi alla produzione. Cattive notizie sono arrivate anche dalla produzione industriale di Eurolandia, scesa ad agosto di mezzo punto percentuale congiunturale, e dagli indici statunitensi che misurano prezzi alla produzione (-0,5% m/m) e vendite al dettaglio (+0,1%). Sempre per quanto riguarda le indicazioni macro, minimi dal 2008 per la disoccupazione britannica, scesa dal 5,5 al 5,4 per cento ad agosto. Nonostante il nuovo segnale di forza arrivato dal mercato del lavoro, a Londra il Ftse100 ha terminato in calo dell’1,15% portandosi a 6.269,61 punti mentre l’indice tedesco, il Dax, è sceso dell’1,17% a 9.915,85 punti. Limitano le perdite Cac40 e Ibex, in calo rispettivamente dello 0,74 e dello 0,77% a 4.609,03 e a 10.037,6 punti.

Wall Street: chiusura in negativo dopo dati Fed

Giornata in rosso peer la piazza di Wall Street. La Borsa di New York ha chiuso infatti la seduta in negativo con l'indice Dow Jones che ha segnato un -0,92% a 16.924,75 punti mentre il Nasdaq Composite ha segnato un -0,29% a 4.782,85 punti.Per lo S&P perdite che segnano un -0,47% a 1.994,24 punti.

Borsa di Tokyo chiude in rialzo

La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, sostenuta dalla prospettiva di un rinvio del rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve negli Stati Uniti dopo una serie di dati economici deboli. In questo contesto, l'indice Nikkei ha terminato con un +1,15% a 18096,90 punti, mentre il Topix ha guadagnato 1,35% a 1.490,72 punti.

Market mover: l'agenda della giornata

Il market mover di oggi arriverà dagli Stati Uniti. Nel pomeriggio verrà infatti diffuso il tasso di inflazione Usa, che a settembre dovrebbe scivolare in territorio negativo a -0,10% dal precedente +0,20%. In uscita anche le nuove richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione e le scorte settimanali di greggio. Si segnala anche il discorso che il membro del Fomc, William Dudley, terrà sulla politica monetaria. Nessuna indicazione macro è invece prevista nell'Eurozona.

Burberry, vendite semestrali crescono meno delle attese

Vendite semestrali in crescita, ma inferiori alle attese per Burberry. Il colosso del lusso britannico ha annunciato di avere archiviato il semestre concluso a fine settembre con un fatturato pari a 1,11 miliardi di sterline, in leggera flessione rispetto ai 1,16 miliardi indicati dal consenso Bloomberg. "Nel secondo trimestre la domanda di beni di lusso da parte dei consumatori, in particolare quelli cinesi, è stata influenzata da uno scenario esterno più difficoltoso", spiega la società in una nota. "In risposta a questo scenario, abbiamo ulteriormente rafforzato le nostre iniziative di prodotti e servizi online e non - prosegue il gruppo - E abbiamo anche accelerato le azioni di controllo costi in tutto il gruppo".

Australia, disoccupazione stabile al 6,2% a settembre

Nessuna sorpresa particolare dal fronte mercato del lavoro in Australia. La lettura di settembre segna un tasso di disoccupazione stabile al 6,2%, come da previsioni. Calano di 13,9 mila unità i lavoratori full time mentre quelli part time salgono di 8,9 mila unità. Il tasso di partecipazione è sostanzialmente invariato al 64,9%.

Fincantieri: la controllata Vard lancia profit warning per difficoltà in Brasile

Vard, la controllata di Fincantieri, ha lanciato un profit warning (allarme sugli utili) in relazione ai risultati del terzo trimestre e dell'esercizio 2015. Lo ha annunciato la stessa Fincantieri, precisando che "in merito alle difficoltà operative dei cantieri brasiliani del gruppo e unitamente all'attuale difficile contesto politico-economico brasiliano, Vard prevede che i propri risultati economici e finanziari relativi al terzo trimestre e all'intero esercizio 2015 subiranno un impatto negativo significativo". Fincantieri possiede il 55,63% di Vard e ne consolida integralmente i risultati, inoltre Vard rappresenta il 27,5% dei ricavi consolidati di Fincantieri (in riferimento al primo semestre 2015). I risultati trimestrali verranno comunicati il prossimo 11 novembre.

Fonte: Brown Editore

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